Dal Piemonte la porta di accesso alla Liguria

Quello tra Arquata Scriva e Libarna è un legame che affonda le sue radici in un passato lontano, quando ancora una parte dell’antica città romana si estendeva fino all’interno dell’attuale confine amministrativo. Secondo alcuni storici la possibile etimologia del nome Arquata è da associare alla presenza di archi dell’acquedotto (raffigurati anche nello stemma comunale) che dal Rio Borlasca approvvigionava l’antica Libarna attraversando l’attuale territorio di Arquata Scrivia, anche se non sono state trovate in epoca moderna testimonianze archeologiche.

Arquata fu fondata lungo la via Postumia (la strada di collegamento tra Genova e Aquileia) a seguito del progressivo spopolamento di Libarna i cui abitanti, per ragioni difensive, si spostarono intorno alle vicine colline di Serravalle e Arquata dando così origine nel corso dei secoli ai borghi medievali con la presenza di un proprio castello. L’agglomerato urbano di Arquata mantiene ancora oggi caratteri marcatamente medievali, il suo impianto urbanistico ruota attorno ad un percorso principale delimitato dalle due antiche porte di accesso al borgo, mentre sul colle svetta solitaria la Torre, ultimo baluardo architettonico del castello costruito nel XIII secolo.

Il primo documento storico su Arquata risale al 1077, come risulta da un Diploma dell’imperatore Enrico IV; contesa tra Genova e i Vescovi Tortona, nel 1313 passò definitivamente sotto la Signoria degli Spinola che governò il paese per quasi 500 anni lasciando importanti tracce di questa nobile presenza. Nel 1641 Arquata divenne “feudo imperiale” con un proprio tribunale e, per un certo periodo, dotata anche di una zecca per il conio di monete; degli Spinola rimane l’imponente palazzo marchionale, oggi sede del Comune, che domina la piazza Santo Bertelli. Sono molte le tracce medievali ancora evidenti, come ad esempio la Casa Gotica, un raro esempio sul nostro territorio di questa tipologia architettonica quattrocentesca, che si presenta con pareti intelaiate di legno e decorazioni a dentelli, oggi sede dell’Associazione Arqua.Tor. che anima le stanze con splendidi presepi e diorami costruiti con grande maestria e passione dai suoi artigiani/artisti.

Arquata è un piccolo borgo che sorprende, dalla piazza Santo Bertelli con il pozzo di epoca barocca, a Palazzo Spinola, a via Interiore con le sue porte di accesso in stile gotico tuttora ben conservate, i suoi vicoli, la Parrocchiale di San Giacomo e gli Oratori, infine la Torre del Castello, raggiungibile facendo una breve e piacevole passeggiata, da cui è possibile godere uno splendido panorama sull’intero paese e sulle valli dell’Appennino.  

Tra le specialità gastronomiche si possono annoverare le frittelle (dalla tradizione genovese dei frisceu), riconosciute come prodotto De.Co. (Denominazione Comunale) che si trovano nelle varianti dolci o salate (super quelle con il baccalà!) e si possono gustare anche durante la sagra che si svolge nel mese di agosto nella frazione Sottovalle, i Corzetti, una pasta tipica di queste zone e che qui prende l’originale forma a “zampa di gatto”, canestrelli al vino, canestrelletti, “scianconi” (biscotti rustici fatti con uvetta e pinoli), le schiacciatine (quadretti di focaccia secca e croccante all’aroma di rosmarino, cipolle oppure olive). Si trova inoltre un salume inedito, la “Coppa al Gavi Docg”, mentre una grande eccellenza è rappresentata dalla produzione di formaggi caprini del Caseificio Ravera Maria Teresa, tra questi la “Robiola della Torre” è riconosciuta come prodotto De.Co.

Foto di Germana Bellotti

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